-Il genealogista è chi studia gli alberi genealogici, e perché proprio questa figura?-
-Non so, cioè non so perché sono partita da lì. A differenza di molti la prima cosa che ho deciso è stato proprio il titolo, poi ci ho lavorato attorno-
-Ma è strano!-
-Esattamente, come dice il titolo stesso, è strano-.
-Un po' tutto è casuale; la decisione di scrivere, la storia in sé, i personaggi tutti inventati di sana pianta, casuale ma anche voluto.
Il periodo in cui è ambientato poi, se vogliamo, è del tutto particolare; quando mai ci siamo trovati a vivere in un’atmosfera da film di fantascienza, tutti chiusi in casa con la paura di beccarsi uno strano virus venuto dall’oriente con il quale ci si poteva pure rimettere la pelle, bardati di mascherine e guanti anche solo per fare la spesa!
E dunque distrarsi e annullare l’ansia era d’obbligo.
E sono riuscita a vederlo, a vedere il bicchiere mezzo pieno, era proprio lì davanti a me, era la quantità di tempo da investire che, almeno io, non avevo mai avuto prima.
Così è iniziata la stesura del testo, giusto per “saturare” in modo diverso quegli spazi temporali che il covid mi concedeva.
Marco, Tina, Antonio e tutta la trama si sono poi costruiti da soli, l’avventura del protagonista che parte per New York e lì si ritrova a vivere una vicenda alquanto misteriosa e mistica è partita così.
Marco con il suo “viaggio” riesce a scoprire tutto, non solo è in grado di portare a termine l’incarico che gli è stato assegnato e a trovare l’amore, ma ha anche la fortuna di poter rispondere alla domanda fondamentale che ognuno di noi, prima o poi, si pone: qual è il senso della vita.
Probabilmente nel mio inconscio, ma forse anche consciamente, il focus su cui volevo portare il possibile lettore era proprio questo, interrogarsi su cosa c’è aldilà del velo.
Ed allora ho immaginato questa storia bizzarra proprio al fine di far riflettere su questo tema, che in realtà io conosco solo superficialmente e grazie ai racconti di molte persone che hanno sperimentato le ormai famose NDE, le esperienze di pre-morte.
In quei terribili giorni sono stata spinta anche dal desiderio di far giungere questa speranza di “una vita oltre la vita” ai tanti sfortunati che stavamo vivendo un lutto del tutto inaspettato, ed infatti è proprio a loro che ho dedicato il mio breve romanzo con il desiderio che potesse essere un poco di conforto.
Ed infine ai miei potenziali lettori, credenti e non, voglio assicurare che la vicenda narrata è intrigante, avvincente e per nulla scontata, perciò cosa aspettate, leggetela! –